Liberi di credere, liberi di agire. Incontro-testimonianza con Stanisław Grygiel

Incontro / testimonianza con

STANISŁAW GRYGIEL

Introduce Mons. Roberto Davanzo

15/12/2017, ore: 18.30.

Auditorium BCC, Viale Gramsci 194, Sesto San Giovanni (M1 Sesto 1° Maggio)

Siamo liberi di educare? È possibile ancora rischiare? Educatori e professori in virtù di che cosa trovano il coraggio di educare? Un educatore che non sa rischiare, non serve per educare. Un papà e una mamma che non sanno rischiare, non educano bene il figlio. Rischiare in modo ragionevole. Cosa significa questo? Insegnare a camminare. (Papa Francesco). Oggi è ancora possibile educare alla libertà e in modo libero? Si verifica infatti a livello sociale sempre di più l’imposizione di modelli che precludono la libera trasmissione di tradizione e valori in virtù di una mentalità sempre più fluida e tollerante a tutto. Ne deriva una libertà illusoria, e in definitiva effimera. Oggi c’è la tendenza ad un neopositivismo, cioè educare nelle cose immanenti, al valore delle cose immanenti, e questo sia nei Paesi di tradizione cristiana sia nei Paesi di tradizione pagana. E questo non è introdurre i ragazzi, i bambini nella realtà totale: manca la trascendenza. Per me la crisi più grande dell’educazione, nella prospettiva cristiana, è questa chiusura alla trascendenza. (Papa Francesco).

 

Stanisław Grygiel è stato un grande amico e uno stretto collaboratore di San Giovanni Paolo II. Docente emerito di Antropologia filosofica al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II presso la Pontificia Università Lateranense a Roma. Direttore della Cattedra Karol Wojtyla presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II dal 2004.

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