In Comune le commissioni le convocano a discussione già avvenuta

Su un giornale locale di Sesto San Giovanni, i giorni scorsi, è apparso un articolo che riporta notizia della riunione della Commissione che doveva discutere la petizione presentata da 430 Cittadini sestesi. Nell’articolo si riporta che la petizione è stata discussa senza la presenza dei promotori della stessa. Qui è necessaria un’analisi dei fatti.
Ricordo innanzitutto che la petizione chiedeva al Sindaco quanto segue.
1 – Di vigilare affinché sia rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione dei figli, specialmente nel campo della sessualità, informando adeguatamente i genitori sul contenuto dei corsi, chiedendone il loro consenso scritto.
2 – Di non favorire l’introduzione nelle scuole del territorio comunale, durante orari scolastici, di corsi che trattino di sessualità e identità di genere; tantomeno corsi dal titolo fuorviante che sottendano gli stessi intenti, per esempio: “lotta alla discriminazione di genere”.
3 – Di astenersi dal finanziamento di suddette attività scolastiche e che eventuali fondi siano destinati piuttosto ai bisogni materiali primariamente necessari alla scuola.
4 – Di ritirare l’adesione del Comune di Sesto San Giovanni alla rete RE.A.DY qualora si dimostri veicolo per l’introduzione di tali corsi nelle scuole.
La petizione è stata presentata all’ufficio protocollo del Comune, il 19 ottobre 2016. Il 26 gennaio, ricevo una comunicazione della Dott.ssa Di Girolamo, direttrice del Settore Affari istituzionali e legali, con la quale la scrivente si scusava per il fatto che a causa di disguidi interni, la petizione era approdata nel suo ufficio, solo il 24 gennaio! Per giunta, non poteva essere ammessa in quanto mancava l’autentica della firma del primo firmatario. Una volta ottemperato a questa richiesta, siamo rimasti in attesa.
A commento dei fatti esposti: non solo in comune avvengono disguidi con perdita dei documenti, ma si scopre al ritrovamento, che manca l’autentica della firma, che poteva essere apposta immediatamente all’atto della prima consegna della petizione, se solo la Persona addetta ne avesse fatto presente l’assoluta necessità.
Veniamo ora al seguito. Il giorno 30 marzo, trovo un messaggio sulla mia segreteria telefonica, con preghiera di richiamare la segretaria della Dott.ssa Di Girolamo. Nella telefonata che ho fatto il giorno seguente, mi veniva detto che la convocazione della Commissione per la discussione della nostra petizione poteva avvenire il 19 aprile. Consultato il direttivo del Centro Culturale Arca e altri primi firmatari, abbiamo convenuto che, in prossimità ormai delle elezioni amministrative, qualsiasi decisione presa durante la discussione, sarebbe stata vanificata dalla decadenza della Giunta attuale e avrebbe corso il rischio di essere strumentalizzata, per il periodo elettorale alle porte. Ho quindi comunicato nei giorni seguenti alla Dott.ssa Di Girolamo questa nostra decisione e, il giorno 12 aprile, abbiamo consegnato all’Uff. protocollo del comune, una lettera in tal senso, riportando le motivazioni su esposte.
Il giorno 19 aprile si è comunque riunita la terza Commissione per la discussione, in nostra assenza.
Per condire il tutto con una nota umoristica, il 27 aprile ho ricevuto una raccomandata del comune, per la convocazione della Commissione il 19 aprile !!! Detta raccomandata, come si evince dal documento di consegna, era stata consegnata a NEXIVE per il recapito, proprio lo stesso giorno della riunione della Commissione (il 19 aprile).
Per andare ora brevemente al merito della problematica sollevata dalla petizione, i firmatari chiedono che i genitori siano informati dettagliatamente del contenuto delle iniziative che si intendono realizzare per i loro figli, non come spesso avviene, con moduli prestampati che non espongono chiaramente il contenuto delle iniziative stesse.
Nonostante alcuni vorrebbero far credere il contrario, per sviare la discussione e squalificare l’interlocutore (vecchio trucco, ci siamo abituati) nessuno qui si sogna anche solo di mettere in dubbio che il rispetto delle Persone, qualunque sia il loro sesso, cultura, colore della pelle, religione, sia dovuto e debba essere insegnato nelle scuole, ma proprio in ragione della dignità della Persona.
Il delegare questi compiti ad associazioni LGBT, come quelle presenti nella rete RE.A.DY, o a queste allineate, non ci sembra idoneo allo scopo da raggiungere ma al contrario sembra suggerire il vero volto di queste iniziative: promuovere l’ipersessualizzazione nelle scuole, la banalizzazione della famiglia tradizionale, composta da Padre, Madre e figli, causando confusione nel momento delicato di crescita e formazione dei bambini. Per questo non possiamo tacere quando si fanno progetti sociali su e con i bambini, presentati in modo poco chiaro e con informative non esplicite ai genitori.
Chi volesse approfondire le tematiche relative alle ideologie GENDER, propugnate da queste associazioni e i danni che possono causare, consiglio di leggere un recente documento su uno studio dei professori Lawrence S. Meyer ed il Dott. Paul R: McHugh, considerato il più illustre luminare in tema di sessualità e transgenderismo degli Stati Uniti. ( Special Report Sexuality and Gender Findings from the Biological, Psycological, and Social Sciences)

Primo firmatario della petizione
Dott. Francesco Paolo Zagaria