Comune. Le petizioni scomode si dimenticano, in barba ai cittadini

COMUNICATO STAMPA 04/04/2017: Comune. Le petizioni scomode si dimenticano, in barba ai cittadini.

Gentile direttore, forse non le sarà sfuggito che dalle parti del Comune pare che la democrazia funzioni a singhiozzo: bene quando conviene (a loro), male altrimenti. Le riassumo brevemente i fatti.

1.       L’anno scolastico 2014-15 ha visto alle scuole elementari Martiri e Pascoli ambigui progetti volti al superamento degli stereotipi di genere con interventi educativi rivolti in particolar modo alle giovani generazioni, coinvolgendo in primo luogo le scuole […] mettendo a tema identità e immagine di sé.

2.       Un gruppo di genitori e cittadini, appoggiandosi al Centro Culturale Arca, raccoglie firme per chiedere di vigilare su questo genere di iniziative che coinvolgono i loro figli e di sospendere finanziamenti a questo tipo di progetti sociali sui bambini di 9 anni.

3.       La petizione, che ha preso il nome “Ready to quit” dalla rete LGBT Re.a.dy, alla quale il Comune ha prontamente aderito, ha raccolto quasi 500 firme in soli tre appuntamenti; dopodiché nel mese di ottobre 2016 è stata consegnata all’ufficio competente seguendo le procedure del caso.

4.       Il Comune, che ha l’obbligo di risposta entro i 60 giorni, si è fatto vivo, 120 giorni oltre il termine massimo, il 30 marzo unicamente attraverso un messaggio in segreteria telefonica del primo firmatario.

Constatiamo quindi:

–          la nulla considerazione che il Comune riserva ai cittadini;

–          che a Sesto le procedure democratiche sono paraventi oltre ai quali si nota solo tracotanza e prepotenza

Ormai la giunta è uscente e in piena campagna elettorale. Per evitare di interferire con il libero dibattito per le elezioni ormai alle porte ed essendo la giunta attuale prossima al termine del mandato, riteniamo che qualsiasi decisione venisse presa potrebbe essere inutile o a rischio di strumentalizzazione.

Rinviamo quindi la discussione alla prossima giunta.